ETICA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: LA COMUNITÀ DIOCESANA RIFLETTE SUL FUTURO DIGITALE


ETICA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: LA COMUNITÀ DIOCESANA RIFLETTE SUL FUTURO DIGITALE


Al Salone parrocchiale San Paolo di Crotone un incontro partecipato su tecnologia, responsabilità e vita ecclesiale.


Si è svolto mercoledì 28 aprile 2026, presso il Salone parrocchiale San Paolo di Crotone, l’incontro diocesano dedicato al tema “Etica e IA, tra timori e opportunità”. Un appuntamento molto atteso, che ha visto la partecipazione di cittadini, catechisti, docenti, operatori pastorali e parroci, riuniti per interrogarsi insieme sul rapporto tra tecnologia, vita quotidiana e responsabilità cristiana.

 

A guidare la riflessione è stato don Andrea Ciucci, esperto di intelligenza artificiale, noto per la sua capacità di coniugare rigore tecnico e sensibilità pastorale. La sua relazione ha offerto una lettura lucida e accessibile del fenomeno, aiutando la comunità a comprendere come l’IA stia trasformando linguaggi, decisioni, relazioni e processi educativi.

 

L’incontro si è aperto con un richiamo alla storia delle paure legate all’innovazione. Il relatore ha ricordato come ogni epoca abbia vissuto momenti di smarrimento davanti al nuovo: dalla lampadina “minacciosa” di fine Ottocento al timore di Platone per la scrittura.

 

“Questa tecnologia ci fa paura perché fa delle cose che fino a oggi pensavamo di poter fare solo noi - ha affermato - chiarendo però che i sistemi attuali non pensano, non hanno coscienza né volontà”. Da qui l’immagine, tanto efficace quanto provocatoria: “L’intelligenza artificiale ha la dignità di una lavatrice… una lavatrice molto raffinata”.

Una parte centrale dell’incontro è stata dedicata al tema dei dati personali, vero motore dell’economia digitale. Geolocalizzazione, social network, dispositivi connessi: tutto genera informazioni che descrivono abitudini e preferenze.

 

Il relatore ha ricordato con forza: Ricordati che se un servizio è gratis, tu sei la merce”. Da qui l’importanza del quadro normativo europeo, dai banner sui cookie all’AI Act, che non rappresentano un ostacolo, ma uno strumento di tutela e trasparenza. Non un “Far West”, dunque, ma un campo che può essere governato con consenso informato, regole chiare e responsabilità condivisa.

 

L’IA non è solo rischio: è anche opportunità, se usata con discernimento. Sono stati citati esempi concreti, come le traduzioni automatiche che abbattono barriere linguistiche o applicazioni semplici che hanno migliorato il reddito di interi villaggi africani. Se ne comprendono quindi opportunità e rischi nella scuola, nella pastorale e nella comunità. Sul piano educativo, l’IA invita a sviluppare senso critico, capacità di porre domande e competenze di lettura dei processi digitali. Nella vita ecclesiale, strumenti come Magisterium possono essere utili, purché non riducano la fede a un insieme di nozioni: la pastorale resta relazione, partecipazione, comunità.

 

Un passaggio particolarmente sentito ha riguardato la custodia dei corpi e la qualità delle relazioni. La crescente mediazione degli schermi, soprattutto tra adolescenti, rischia di ridurre la socialità fisica e aumentare solitudine e isolamento.

 

La riflessione ha toccato anche la Messa online, preziosa per anziani e malati, ma non sostitutiva della partecipazione reale: La celebrazione non è uno spettacolo da guardare ma un atto comunitario da vivere”. Per chi non può partecipare, l’invito è a portare   l’Eucaristia e la vicinanza della comunità nelle case.

 

In conclusione, il relatore ha richiamato la necessità di non lasciarsi ingannare da narrazioni distorte: Attenzione a non cadere nella trappola di una narrazione che non corrisponde al vero. L’etica non è un freno, ma un volante: uno strumento per orientare la potenza delle tecnologie verso giustizia, dignità e futuro condiviso. La comunità è chiamata a scegliere se usare l’IA per allargare diritti e conoscenza o per restringerli.

 

L’incontro si è chiuso con un invito a proseguire il dialogo, trasformando la consapevolezza maturata in scelte quotidiane, pratiche pastorali e regole intelligenti per abitare con responsabilità il nostro domani digitale.