da Redazione - 30/04/2026 15:04
ETICA E
INTELLIGENZA ARTIFICIALE: LA COMUNITÀ DIOCESANA RIFLETTE SUL FUTURO DIGITALE
Al Salone parrocchiale
San Paolo di Crotone un incontro partecipato su tecnologia, responsabilità e
vita ecclesiale.
Si è svolto mercoledì 28
aprile 2026, presso il Salone parrocchiale San Paolo di Crotone, l’incontro
diocesano dedicato al tema “Etica e IA, tra timori e opportunità”. Un
appuntamento molto atteso, che ha visto la partecipazione di cittadini,
catechisti, docenti, operatori pastorali e parroci, riuniti per interrogarsi
insieme sul rapporto tra tecnologia, vita quotidiana e responsabilità
cristiana.
A guidare la
riflessione è stato don Andrea Ciucci, esperto di intelligenza artificiale,
noto per la sua capacità di coniugare rigore tecnico e sensibilità pastorale.
La sua relazione ha offerto una lettura lucida e accessibile del fenomeno,
aiutando la comunità a comprendere come l’IA stia trasformando linguaggi,
decisioni, relazioni e processi educativi.
L’incontro si è aperto
con un richiamo alla storia delle paure legate all’innovazione. Il
relatore ha ricordato come ogni epoca abbia vissuto momenti di smarrimento
davanti al nuovo: dalla lampadina “minacciosa” di fine Ottocento al timore di
Platone per la scrittura.
“Questa tecnologia ci
fa paura perché fa delle cose che fino a oggi pensavamo di poter fare solo noi”
- ha affermato - chiarendo però che i sistemi attuali “non pensano, non
hanno coscienza né volontà”. Da qui l’immagine, tanto efficace quanto
provocatoria: “L’intelligenza artificiale ha la dignità di una lavatrice…
una lavatrice molto raffinata”.
Una parte centrale
dell’incontro è stata dedicata al tema dei dati personali, vero motore
dell’economia digitale. Geolocalizzazione, social network, dispositivi
connessi: tutto genera informazioni che descrivono abitudini e preferenze.
Il relatore ha
ricordato con forza: “Ricordati che se un servizio è gratis, tu sei la
merce”. Da qui l’importanza del quadro
normativo europeo, dai banner sui cookie all’AI Act, che non rappresentano un
ostacolo, ma uno strumento di tutela e trasparenza. Non un “Far West”, dunque,
ma un campo che può essere governato con consenso informato, regole chiare e
responsabilità condivisa.
L’IA non è solo
rischio: è anche opportunità, se usata con discernimento. Sono stati citati
esempi concreti, come le traduzioni automatiche che abbattono barriere
linguistiche o applicazioni semplici che hanno migliorato il reddito di interi
villaggi africani. Se ne comprendono quindi opportunità e rischi nella scuola,
nella pastorale e nella comunità. Sul piano educativo,
l’IA invita a sviluppare senso critico, capacità di porre domande e competenze
di lettura dei processi digitali. Nella vita ecclesiale,
strumenti come Magisterium possono essere utili, purché non riducano la
fede a un insieme di nozioni: la pastorale resta relazione, partecipazione,
comunità.
Un passaggio
particolarmente sentito ha riguardato la custodia dei corpi e la qualità delle
relazioni. La crescente mediazione degli schermi, soprattutto tra adolescenti,
rischia di ridurre la socialità fisica e aumentare solitudine e isolamento.
La riflessione ha
toccato anche la Messa online, preziosa per anziani e malati, ma non
sostitutiva della partecipazione reale: “La celebrazione non è uno
spettacolo da guardare ma un atto comunitario da vivere”. Per chi non può
partecipare, l’invito è a portare l’Eucaristia
e la vicinanza della comunità nelle case.
In conclusione, il
relatore ha richiamato la necessità di non lasciarsi ingannare da narrazioni
distorte: “Attenzione a non cadere nella trappola di una narrazione che non
corrisponde al vero”. L’etica
non è un freno, ma un volante: uno strumento per
orientare la potenza delle tecnologie verso giustizia, dignità e futuro
condiviso. La comunità è chiamata a scegliere se usare l’IA per allargare
diritti e conoscenza o per restringerli.
L’incontro si è chiuso
con un invito a proseguire il dialogo, trasformando la consapevolezza maturata
in scelte quotidiane, pratiche pastorali e regole intelligenti per abitare con
responsabilità il nostro domani digitale.