UNA CHIESA MISSIONARIA È UNA CHIESA CHE SENTE LA MANCANZA DI CHI NON ARRIVA PIÙ. VEGLIA MISSIONARIA AD ISOLA CAPO RIZZUTO: L'APPELLO DELL'ARCIVESCOVO ALBERTO TORRIANI PER UNA CHIESA IN USCITA.


Nel Santuario della Madonna Greca di Isola Capo Rizzuto, il 15 ottobre 2026, si è svolta la Veglia Missionaria Diocesana presieduta da Mons. Alberto Torriani che ha richiamato il mandato del Risorto e il tema «Uno in Cristo, uniti nella missione». Il presule ha commentato Mt 28,16‑22, ricordando che gli undici «si prostrarono. Essi però dubitarono». Il dubbio dei discepoli mostra che Gesù affida il Vangelo a uomini fragili, non a persone perfette.

 

Anche la nostra Chiesa di Crotone‑Santa Severina è chiamata a camminare senza attendere soluzioni ideali. Il comando «Andate e fate discepoli tutti i popoli» impedisce alla comunità cristiana di ripiegarsi su sé stessa. La Veglia ha rivolto il pensiero ai missionari che annunciano il Vangelo in terre segnate da povertà e persecuzione. La loro testimonianza ricorda che il Vangelo non conosce confini e conduce a guardare la nostra realtà, i nostri territori e le persone affidate.

 

Il Vescovo ha inserito questo appello nel cammino verso una vera pastorale d’insieme. La comunione non serve solo a funzionare meglio, ma a rendere più credibile l’annuncio del Vangelo. «Non si può annunciare un Vangelo di fraternità vivendo da estranei», ha ammonito il Vescovo.

 

Un passaggio decisivo ha riguardato chi non c’è più: «Dovremmo lasciarci rubare il sonno da chi non c’è più». La domanda non è come far tornare le persone, ma quale testimonianza offriamo con gesti e relazioni. Il criterio pastorale diventa il comando «Andate»: quali distanze accorciamo, chi raggiungiamo, quali incontri rendiamo possibili.

 

Il Vangelo si chiude con la promessa: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». La Veglia ha rilanciato il desiderio di una Chiesa che esce, costruisce comunione e non considera nessuno troppo lontano per l’amore di Cristo.