da Redazione - 08/05/2026 00:05
Nella serata del 7 maggio, presso
la Chiesa dell’Immacolata, si è svolta la solenne Celebrazione eucaristica
- presieduta dal Vescovo Torriani - per la venerazione dell’effigie della Madonna,
accompagnata dal tradizionale gesto del bacio e dall’offerta dell’olio per la
lampada votiva da parte della Vicaria di Crotone, nell’ambito delle Feste
Mariane Settennali. Un appuntamento atteso, che intreccia fede, memoria e
identità ecclesiale.
L’omelia, sviluppata a partire dal
brano degli Atti degli Apostoli (At 15,7-21), ha ricordato come
la Chiesa delle origini fosse una comunità viva, attraversata da confronti e
discernimenti, ma capace di ritornare all’essenziale: “c’è una grazia che precede”. Richiamando le
parole di Pietro - «Noi crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo
salvati» - è stato evidenziato come la fede cristiana nasca anzitutto
dall’iniziativa di Dio, che precede ogni merito umano e ogni sforzo dell’uomo. Dopo
le parole viene il silenzio dell’ascolto; e proprio in questo silenzio parla il
gesto di Pietro.
«Anche noi - dice mons.
Torriani - stasera veniamo da gesti che hanno parlato più di molte parole»
e particolare rilievo viene dato ai segni semplici e profondi vissuti durante
la celebrazione: il bacio e l’olio. Il bacio all’effigie della Madonna è stato
presentato - dal presule - come gesto di affidamento e di preghiera silenziosa.
L’olio
per la lampada, invece, è il segno della durata: una luce che continua a
bruciare anche quando la celebrazione termine e custodisce una presenza. In
quel bacio ciascuno ha portato ciò che abita il proprio cuore: preoccupazioni,
ferite, speranze, gratitudine. Nell’olio, invece, si è espressa una promessa:
non lasciare spegnere la luce, continuare a vegliare, restare presenti anche
quando l’emozione lascia spazio alla quotidianità.
«Il bacio e l’olio» —
è stato sottolineato — «diventano un unico linguaggio»: il primo
esprime l’intensità dell’incontro e dell’affidamento, il secondo richiama la
continuità della vigilanza e della fedeltà quotidiana. Il Vescovo ha
invitato la comunità a non ridurre la devozione a
gesto esteriore o a sentimento passeggero, ma tradurlo in
stile di vita, nelle scelte concrete nelle relazioni e nella testimonianza
cristiana di ogni giorno. «Il bacio che
abbiamo dato deve diventare vita; l’olio che abbiamo offerto deve alimentare
una lampada che resta accesa nelle nostre case e nei nostri ambienti» solo
cosi la fede passa da momento a cammino.
La riflessione - richiamando le
parole evangeliche: «Fate quello che Egli vi dirà» - si è conclusa con
il riferimento a Maria, che non trattiene a sé la devozione dei fedeli,
ma conduce sempre al Figlio. In questo spirito, la comunità riunita ha
rinnovato il proprio affidamento alla Vergine, chiedendo la grazia di custodire
una fede viva come lampada sempre accesa nella luce del Signore.