VENERAZIONE DELL’EFFIGIE DELLA MADONNA PER IL TRADIZIONALE BACIO


Nella serata del 7 maggio, presso la Chiesa dell’Immacolata, si è svolta la solenne Celebrazione eucaristica - presieduta dal Vescovo Torriani - per la venerazione dell’effigie della Madonna, accompagnata dal tradizionale gesto del bacio e dall’offerta dell’olio per la lampada votiva da parte della Vicaria di Crotone, nell’ambito delle Feste Mariane Settennali. Un appuntamento atteso, che intreccia fede, memoria e identità ecclesiale.


L’omelia, sviluppata a partire dal brano degli Atti degli Apostoli (At 15,7-21), ha ricordato come la Chiesa delle origini fosse una comunità viva, attraversata da confronti e discernimenti, ma capace di ritornare all’essenziale: c’è una grazia che precede”. Richiamando le parole di Pietro - «Noi crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati» - è stato evidenziato come la fede cristiana nasca anzitutto dall’iniziativa di Dio, che precede ogni merito umano e ogni sforzo dell’uomo. Dopo le parole viene il silenzio dell’ascolto; e proprio in questo silenzio parla il gesto di Pietro. 


«Anche noi - dice mons. Torriani - stasera veniamo da gesti che hanno parlato più di molte parole» e particolare rilievo viene dato ai segni semplici e profondi vissuti durante la celebrazione: il bacio e l’olio. Il bacio all’effigie della Madonna è stato presentato - dal presule - come gesto di affidamento e di preghiera silenziosa. L’olio per la lampada, invece, è il segno della durata: una luce che continua a bruciare anche quando la celebrazione termine e custodisce una presenza. In quel bacio ciascuno ha portato ciò che abita il proprio cuore: preoccupazioni, ferite, speranze, gratitudine. Nell’olio, invece, si è espressa una promessa: non lasciare spegnere la luce, continuare a vegliare, restare presenti anche quando l’emozione lascia spazio alla quotidianità.


«Il bacio e l’olio» — è stato sottolineato — «diventano un unico linguaggio»: il primo esprime l’intensità dell’incontro e dell’affidamento, il secondo richiama la continuità della vigilanza e della fedeltà quotidiana. Il Vescovo ha invitato la comunità a non ridurre la devozione a gesto esteriore o a sentimento passeggero, ma tradurlo in stile di vita, nelle scelte concrete nelle relazioni e nella testimonianza cristiana di ogni giorno. «Il bacio che abbiamo dato deve diventare vita; l’olio che abbiamo offerto deve alimentare una lampada che resta accesa nelle nostre case e nei nostri ambienti» solo cosi la fede passa da momento a cammino.


La riflessione - richiamando le parole evangeliche: «Fate quello che Egli vi dirà» - si è conclusa con il riferimento a Maria, che non trattiene a sé la devozione dei fedeli, ma conduce sempre al Figlio. In questo spirito, la comunità riunita ha rinnovato il proprio affidamento alla Vergine, chiedendo la grazia di custodire una fede viva come lampada sempre accesa nella luce del Signore.