IL VESCOVO ALBERTO A VERZINO: “STARE CON LUI”: IL CUORE DELLA DOMENICA DELLE PALME


 

Nella serata di sabato 28 marzo, la comunità della Parrocchia S. M. Assunta in Verzino si è riunita per la celebrazione della Santa Messa vigiliare della Domenica delle Palme, che introduce alla Settimana Santa, presieduta da S. E. Mons. Alberto Torriani.

 

Nel corso dell’omelia, il presule ha guidato i fedeli a cogliere il significato profondo del lungo racconto della Passione secondo Matteo, sottolineando come, tra le molteplici voci, i volti e i gesti, sia fondamentale non perdere il centro del messaggio evangelico. La chiave di lettura è stata individuata nel brano del profeta Isaia (Is 50,4-7), il “canto del Servo”: una figura che ascolta Dio, rimane fedele nella sofferenza e non risponde al male con il male, ma lo attraversa con fiducia.

 

Alla luce di questa Parola, Gesù, nella Passione, «non è semplicemente uno che subisce», ma è il Servo fedele che vive la Passione con piena consapevolezza e libertà interiore. Mentre tutti gli altri personaggi del racconto «sembrano perdere qualcosa» — Giuda perde se stesso, Pietro perde la parola data, i discepoli perdono il coraggio, la folla perde il cuore — Gesù, invece, «resta». «Resta fedele, resta consegnato, resta Figlio».

 

Il punto centrale della riflessione è racchiuso in questa immagine forte: Gesù resta. Resta fedele, resta consegnato, resta Figlio. La sua scelta di non sottrarsi alla sofferenza — «non ho sottratto la faccia agli insulti» — non è segno di debolezza, ma espressione di una fiducia radicale: «il Signore Dio mi assiste». È questa fiducia che lo sostiene anche nel momento più buio. Qui si trova il nucleo più profondo della Passione:

non solo ciò che gli uomini fanno a Gesù, ma «ciò che Gesù sceglie di essere dentro ciò che gli uomini gli fanno».

 

L’omelia ha richiamato con forza le parole del Servo: «non ho sottratto la faccia agli insulti». Gesù non si difende, non fugge, non si chiude. E il motivo è chiaro: «il Signore Dio mi assiste». È questa fiducia che lo sostiene anche quando tutto sembra crollare.

 

La riflessione si è fatta poi diretta e coinvolgente per tutti i fedeli: «Dove siamo noi dentro questo racconto? Siamo tra coloro che fuggono, tradiscono o restano in silenzio? Oppure siamo disposti a imparare dal Servo, scegliendo di restare, di non sottrarre il volto, di fidarci anche quando non comprendiamo pienamente?»

 

La Domenica delle Palme segna l’inizio della Settimana Santa: «non è ancora la Pasqua, è l’inizio di un cammino». Un cammino che non chiede parole grandi, ma una scelta concreta e semplice: «stare con Gesù, stare con Lui nella fatica, stare con Lui nelle contraddizioni», anche quando il suo modo di amare sorprende e mette in discussione.

 

Solo così, attraversando con Lui la Passione, sarà possibile riconoscere «la luce della Pasqua».