da Redazione - 13/03/2026 23:03
“CHIAMATEMI DON ALBERTO”: IL VESCOVO
TORRIANI ABBRACCIA L’ISTITUTO MARGHERITA HACK DI COTRONEI.
Non una visita pastorale formale, ma un incontro tra vecchi amici. È così
che si è presentato il Vescovo, Monsignor Alberto Torriani, agli studenti e al corpo
docente dell’Istituto "M. Hack" di Cotronei.
Un incontro che ha rotto gli schemi del protocollo fin dalle prime battute,
quando il presule ha chiesto di mettere da parte titoli e formalismi.
Un prete prestato alla scuola «Sono don Alberto», ha esordito con
semplicità davanti a una platea di giovani attenti e curiosi. Il Vescovo ha
voluto raccontare se stesso partendo non dalla cattedra episcopale, ma dai
banchi di scuola. Si è descritto come “un prete che ha vissuto nella scuola”,
ricordando come l’ambiente educativo sia stato per anni la sua casa e il suo
principale campo di missione.
Questa confessione ha immediatamente accorciato le distanze, trasformando
l’aula magna in uno spazio di dialogo aperto. Torriani ha sottolineato come la
scuola non sia solo un luogo di istruzione tecnica, ma una comunità di vita
dove si formano le coscienze.
Durante il colloquio con i ragazzi dell’Istituto M. Hack, don Alberto ha
toccato temi profondi, legati al futuro dei giovani e alla responsabilità
individuale:
• L’ascolto: Ha invitato i docenti a guardare oltre il registro, vedendo in
ogni studente una storia unica.
• La passione: Ha esortato i giovani a non lasciarsi rubare la speranza,
citando l'importanza di investire le proprie competenze nel proprio paese.
• La vicinanza: La sua scelta di presentarsi come "don" non è
stata solo un vezzo linguistico, ma un segnale preciso di una Chiesa che vuole
camminare a fianco dei giovani, sporcandosi le mani con i problemi quotidiani.
L’incontro si è concluso con un momento di confronto diretto, dove il
Vescovo ha risposto alle domande degli alunni, dimostrando una rara capacità di
sintesi tra spiritualità e pragmatismo.
La comunità scolastica del Margherita Hack esce da questa giornata con una
consapevolezza rinnovata: quella di avere nel proprio Pastore un alleato che
conosce bene le dinamiche del mondo dell'istruzione e che crede fermamente nel
potenziale dei giovani calabresi.
DON
FRANCESCANTONIO SPADOLA