“CHIAMATEMI DON ALBERTO”: IL VESCOVO TORRIANI ABBRACCIA L’ISTITUTO MARGHERITA HACK DI COTRONEI


“CHIAMATEMI DON ALBERTO”: IL VESCOVO TORRIANI ABBRACCIA L’ISTITUTO MARGHERITA HACK DI COTRONEI.

 

 

Non una visita pastorale formale, ma un incontro tra vecchi amici. È così che si è presentato il Vescovo, Monsignor Alberto Torriani, agli studenti e al corpo docente dell’Istituto "M. Hack" di Cotronei.

 

Un incontro che ha rotto gli schemi del protocollo fin dalle prime battute, quando il presule ha chiesto di mettere da parte titoli e formalismi.

Un prete prestato alla scuola «Sono don Alberto», ha esordito con semplicità davanti a una platea di giovani attenti e curiosi. Il Vescovo ha voluto raccontare se stesso partendo non dalla cattedra episcopale, ma dai banchi di scuola. Si è descritto come “un prete che ha vissuto nella scuola”, ricordando come l’ambiente educativo sia stato per anni la sua casa e il suo principale campo di missione.

 

Questa confessione ha immediatamente accorciato le distanze, trasformando l’aula magna in uno spazio di dialogo aperto. Torriani ha sottolineato come la scuola non sia solo un luogo di istruzione tecnica, ma una comunità di vita dove si formano le coscienze.

 

Durante il colloquio con i ragazzi dell’Istituto M. Hack, don Alberto ha toccato temi profondi, legati al futuro dei giovani e alla responsabilità individuale:


• L’ascolto: Ha invitato i docenti a guardare oltre il registro, vedendo in ogni studente una storia unica.

 

• La passione: Ha esortato i giovani a non lasciarsi rubare la speranza, citando l'importanza di investire le proprie competenze nel proprio paese.

 

• La vicinanza: La sua scelta di presentarsi come "don" non è stata solo un vezzo linguistico, ma un segnale preciso di una Chiesa che vuole camminare a fianco dei giovani, sporcandosi le mani con i problemi quotidiani.

 

L’incontro si è concluso con un momento di confronto diretto, dove il Vescovo ha risposto alle domande degli alunni, dimostrando una rara capacità di sintesi tra spiritualità e pragmatismo.

La comunità scolastica del Margherita Hack esce da questa giornata con una consapevolezza rinnovata: quella di avere nel proprio Pastore un alleato che conosce bene le dinamiche del mondo dell'istruzione e che crede fermamente nel potenziale dei giovani calabresi.

 

DON FRANCESCANTONIO SPADOLA