da Redazione - 10/01/2026 17:01
La comunità diocesana si è riunita nella
Cattedrale di Santa Severina per celebrare la liturgia esequiale di Mons.
Domenico Graziani, arcivescovo emerito della diocesi di Crotone–Santa Severina,
tornato alla Casa del Padre il 7 gennaio 2026.
La celebrazione, presieduta da
Mons. Alberto Torriani, è stata concelebrata dai vescovi delle diocesi
calabresi e ha visto la partecipazione di numerosi sacerdoti, religiosi,
autorità civili e fedeli, accorsi per rendere omaggio a un pastore che ha
segnato profondamente la vita ecclesiale e sociale del territorio.
Nell’omelia, pronunciata da Mons. Serafino Parisi
Vescovo di Lamezia Terme, è stata offerta una riflessione intensa e colma di
gratitudine, delineando il profilo umano e spirituale di Mons. Graziani come un
“uomo dal cuore grande”. Il richiamo alla parola evangelica magnanimitas ha messo in luce la
sua generosità, la pazienza e la nobiltà d’animo: un uomo capace di fare spazio
agli altri, fino a rinunciare a incarichi personali per favorire la crescita
dei giovani.
Tra i passaggi più
significativi è stato ricordato il suo ministero episcopale, vissuto con
uno stile pastorale improntato alla vicinanza alle comunità, all’attenzione ai
poveri e ai giovani e a una costante dedizione alla formazione. È stata inoltre
sottolineata la sua solida preparazione teologica, maturata tra la
Pontificia Università Gregoriana e il Pontificio Istituto Biblico di Roma, che
lo ha reso esperto di lingue bibliche e docente apprezzato anche a Catanzaro,
mettendo sempre le proprie competenze al servizio del popolo di Dio.
Ampio spazio è stato dato all’eredità
spirituale e pastorale lasciata alla diocesi: opere, scelte profetiche e
percorsi di unità e riconciliazione che hanno segnato gli anni del suo
episcopato. È emersa una visione di Chiesa in sintonia con Evangelii
gaudium e con
il magistero di Papa Francesco, radicata in una fede profonda e accompagnata da
un forte impegno sociale orientato al riscatto culturale dei territori di
Cassano e Crotone.
Tra
le iniziative promosse sono state ricordate, il Liceo Benedetto XVI e il
percorso universitario con la Lumsa, portate avanti anche tra resistenze e
difficoltà, affrontate sempre con misericordia, fiducia nella verità e senza
mai cedere alla malizia.
Dall’omelia
è emerso infine il tratto forse più peculiare di Mons. Graziani: una generosità
concreta e una paternità spirituale autentica, capace di accogliere e
accompagnare. Un uomo libero dall’attaccamento ai beni materiali, che destinava
il proprio stipendio a borse di studio e che desiderava aprire la sua casa a
chi si trovava nel bisogno.
Nonostante
fraintendimenti e critiche, Mons. Domenico Graziani ha tracciato un solco
profetico nella Calabria crotonese, lasciando l’immagine di un “povero dalle
mani bucate”, capace di seminare speranza per il futuro.