da Redazione - 22/02/2026 20:02
Carissimi tutti,
Ci ritroviamo oggi con il
cuore colmo di riconoscenza, nel ricordo della Liturgia di Consacrazione
Episcopale del nostro Arcivescovo, celebrata nel Duomo di Milano il 22 febbraio
dello scorso anno. Una celebrazione solenne e intensa, alla quale tutta la
nostra Chiesa era presente: parecchi anche fisicamente, tutti spiritualmente, stretti attorno a Don Alberto in un
momento che ha segnato la sua vita… e anche la nostra.
Sì, perché quel giorno non è stato semplicemente il
passaggio da “Don Alberto” a “Sua Eccellenza Mons. Alberto”. È stato il giorno
in cui il Signore ha riversato su di lui una grazia nuova, abbondante, per il
servizio alla Chiesa. Una grazia che non è rimasta solo nella sua vita, ma che
continua a raggiungere ciascuno di noi, la nostra diocesi, le nostre comunità.
Eccellenza carissima,
In questa prima domenica
di Quaresima, mentre in tutte le parrocchie si celebra l’Eucaristia, sale al
Signore una preghiera speciale per Lei, che ricordiamo insieme a Papa Leone. È
una preghiera piena di gratitudine per il suo “sì”, pronunciato con generosità
quando la chiamata del Signore l’ha raggiunta attraverso la voce di Papa
Francesco.
Quel “sì” continua a farsi carne ogni giorno nel suo
ministero: nella passione con cui guida la nostra Chiesa, nell’attenzione alle
persone, nella fiducia che dimostra verso noi presbiteri e verso tutto il
popolo di Dio. E di questo, oggi, vogliamo dir Le semplicemente: grazie. Grazie
per la paternità, per la vicinanza, per la pazienza e per la libertà evangelica
con cui ci accompagna.
In questo anniversario, mentre ricordiamo il cambiamento profondo
che la consacrazione episcopale ha portato nella sua vita, chiediamo insieme a
Lei che il Signore continui a convertire anche noi. Che renda la nostra Chiesa
sempre più libera da ciò che la appesantisce, più docile allo Spirito Santo, più
povera e più missionaria, più capace di riflettere il volto bello di
Cristo e soprattutto che “si sappia da Lui conosciuta”.
Camminiamo con Lei, Eccellenza, con affetto sincero e con
la gioia di sentirci parte di una Chiesa viva, fragile ma abitata dallo
Spirito. E affidiamo il suo ministero alla Vergine Maria, perché lo custodisca
e lo sostenga ogni giorno. Con affetto grande e riconoscenza.