da Redazione - 15/09/2026 22:09
Carissimi presbiteri,
religiosi e religiose,
carissime comunità cristiane,
lunedì 21 settembre, alle ore
12.00, presso la Chiesa dell’Immacolata in Crotone, celebrerò la Santa Messa in
suffragio di Denise Cosco.
Desidero invitarvi a
condividere questo momento di preghiera, perché sento che, davanti a vicende
che feriscono profondamente una vita e interrogano un’intera comunità, la
Chiesa è chiamata anzitutto ad esserci: non con la pretesa di avere parole
capaci di spiegare tutto, ma con la discrezione della presenza, la forza della
preghiera e la speranza del Vangelo.
So bene che questa presenza è
già il tessuto del vostro ministero e del vostro servizio quotidiano. Nelle
parrocchie e nelle comunità religiose, attraverso l’ascolto, l’accompagnamento,
l’educazione, la celebrazione dei sacramenti e tante forme spesso nascoste di prossimità,
incontrate ogni giorno persone e famiglie che portano domande, solitudini,
fragilità e ferite. Vi sono grato per questo lavoro pastorale silenzioso e
prezioso, attraverso il quale la Chiesa si fa concretamente vicina alla vita
delle persone.
Anche questa celebrazione può
diventare allora una testimonianza della nostra Chiesa: una Chiesa che non
giudica ma affida; che non cerca spiegazioni facili, ma si raccoglie; che non
rimane distante dal dolore umano, ma sceglie di abitarlo con rispetto e compassione.
E una Chiesa che, proprio
perché sta dalla parte della vita e della dignità di ogni persona, sta senza
esitazioni dalla parte della legalità, della giustizia e di quanti, spesso
pagando un prezzo altissimo, scelgono di non piegarsi alla logica della
violenza, della sopraffazione e della paura. Anche questa è testimonianza
evangelica: contribuire, attraverso il nostro quotidiano lavoro educativo e
pastorale, a far crescere coscienze libere, comunità responsabili e una terra
nella quale nessuno debba sentirsi solo nella scelta del bene.
Vorremmo raccogliere così,
attorno al ricordo di Denise, la comunità cristiana e la comunità civile: la
prima nella preghiera di suffragio, affidando ogni vita alla misericordia di
Dio; la seconda nella memoria rispettosa di una giovane donna la cui vita
merita di essere ricordata e custodita con dignità.
Per questo vi invito, per
quanto vi sarà possibile, ad essere presenti e a farvi voce di questo invito
anche nelle vostre comunità. La nostra presenza insieme possa essere un segno
semplice ma eloquente: testimoniare che nessuna vita ci è estranea e che, anche
quando le parole diventano insufficienti, alla Chiesa rimangono la preghiera,
la prossimità, la responsabilità e la speranza.
Vi ringrazio e vi saluto con
affetto.
+
Alberto Torriani
Arcivescovo