CELEBRAZIONE EUCARISTICA IN SUFFRAGIO DI DENISE COSCO


Carissimi presbiteri, religiosi e religiose,

carissime comunità cristiane,

 

lunedì 21 settembre, alle ore 12.00, presso la Chiesa dell’Immacolata in Crotone, celebrerò la Santa Messa in suffragio di Denise Cosco.

 

Desidero invitarvi a condividere questo momento di preghiera, perché sento che, davanti a vicende che feriscono profondamente una vita e interrogano un’intera comunità, la Chiesa è chiamata anzitutto ad esserci: non con la pretesa di avere parole capaci di spiegare tutto, ma con la discrezione della presenza, la forza della preghiera e la speranza del Vangelo.

 

So bene che questa presenza è già il tessuto del vostro ministero e del vostro servizio quotidiano. Nelle parrocchie e nelle comunità religiose, attraverso l’ascolto, l’accompagnamento, l’educazione, la celebrazione dei sacramenti e tante forme spesso nascoste di prossimità, incontrate ogni giorno persone e famiglie che portano domande, solitudini, fragilità e ferite. Vi sono grato per questo lavoro pastorale silenzioso e prezioso, attraverso il quale la Chiesa si fa concretamente vicina alla vita delle persone.

 

Anche questa celebrazione può diventare allora una testimonianza della nostra Chiesa: una Chiesa che non giudica ma affida; che non cerca spiegazioni facili, ma si raccoglie; che non rimane distante dal dolore umano, ma sceglie di abitarlo con rispetto e compassione.

 

E una Chiesa che, proprio perché sta dalla parte della vita e della dignità di ogni persona, sta senza esitazioni dalla parte della legalità, della giustizia e di quanti, spesso pagando un prezzo altissimo, scelgono di non piegarsi alla logica della violenza, della sopraffazione e della paura. Anche questa è testimonianza evangelica: contribuire, attraverso il nostro quotidiano lavoro educativo e pastorale, a far crescere coscienze libere, comunità responsabili e una terra nella quale nessuno debba sentirsi solo nella scelta del bene.

 

Vorremmo raccogliere così, attorno al ricordo di Denise, la comunità cristiana e la comunità civile: la prima nella preghiera di suffragio, affidando ogni vita alla misericordia di Dio; la seconda nella memoria rispettosa di una giovane donna la cui vita merita di essere ricordata e custodita con dignità.

 

Per questo vi invito, per quanto vi sarà possibile, ad essere presenti e a farvi voce di questo invito anche nelle vostre comunità. La nostra presenza insieme possa essere un segno semplice ma eloquente: testimoniare che nessuna vita ci è estranea e che, anche quando le parole diventano insufficienti, alla Chiesa rimangono la preghiera, la prossimità, la responsabilità e la speranza.

 

Vi ringrazio e vi saluto con affetto.

 

+ Alberto Torriani

Arcivescovo